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Consigli di lettura: Deep work di Cal Newport

In questo primo articolo della categoria “Life” voglio parlarti di un libro che ho letto da poco che mi ha colpito particolarmente e mi ha dato tanti spunti per modificare le mie abitudini lavorative e diventare più concentrato e produttivo: “Deep work” di Cal Newport.

Se ti aspetti un riassunto o recensione del libro sei sul posto sbagliato, navigando in rete troverai migliaia di articoli che sintetizzano i concetti di questo libro. Inoltre potresti dare in pasto l'ebook a chatGPT, Gemini, o il tool di intelligenza artificiale che preferisci e ti genererà un riassunto migliore di quello che potrei farti io.

L'autore

Newport é un professore universitario di informatica ma anche blogger, scrittore di diversi libri e autore di un podcast molto famoso “ Deep questions with Cal Newport”.

Nei suoi libri si occupa di produttività, realizzazione personale, minimalismo digitale e altri temi interessanti per tutti quelli che l'autore chiama nei suoi libri “knowledge worker” cioè lavoratori della conoscenza. Si tratta di tutti quei lavoratori che non svolgono un'attività manuale ma intellettiva che mettono a frutto conoscenze e competenze acquisite.

Deep work

Nella prima parte del libro, che personalmente ho trovato meno interessante, l'autore ci vuole convincere del fatto che la competenza più importante in questo mondo continuamente distratto e iperconnesso é quello di riuscire a svolgere dei “deep work”. Lavori profondi che l'autore definisce in questo modo:

"Attività professionali svolte in uno stato di concentrazione esente da distrazione che spingono le tue capacità cognitive al loro limite. Questi sforzi creano nuovo valore, migliorano la tua abilità e sono difficile da replicare."

Dedicarci a queste attività ci rende più produttivi e ci consente di ottenere risultati significativi in minor tempo. Inoltre le attività focalizzate sono molto spesso quelle veramente importanti nel nostro lavoro e quindi ci danno un senso di appagamento maggiore.

Il mondo iperconnesso di oggi ci porta a svolgere attività più superficiali che ci danno piccole gratificazioni istantanee ma che ci allontanano dalle cose che contano veramente. Esempi di queste attività a basso valore aggiunto sono: controllare l'email, partecipare a riunioni superflue, svolgere compiti burocratici che anche se indispensabili dovrebbero occupare solo una fetta della nostra giornata lavorativa.

L'autore fa numerosi esempi contemporanei per dimostrare che chi ha la capacità di svolgere lavori intensi e focalizzati ha un vantaggio competitivo rispetto alla maggioranza e ha più probabilità di raggiungere obiettivi ambiziosi. Lui stesso ha aumentato il numero di pubblicazioni e i risultati accademici sforzandosi di lavorare in maniera più concentrata.

Mi trovo molto d'accordo con il pensiero dell'autore e già dopo poche pagine ero convinto a voler provare questo “deep work” ma il suo stile fluido e le sue considerazioni mai banali mi hanno tenuto incollato fino a pagina 99 a leggere esempi e motivazioni aggiuntive che avvalorano la tesi.

La parte che mi ha più colpito e mi ha fatto riflettere sulle mie abitudini lavorative é stata la seconda in cui Newport con 4 semplici regole ci insegna a ritrovare una concentrazione profonda.

Regola 1 - Lavorate con la massima concentrazione

È necessario scegliere la propria filosofia per lavorare con la massima concentrazione. In base alla tipologia di lavoro si può scegliere se dedicare al lavoro focalizzato tutto l'anno, alcuni periodi dell'anno, alcuni giorni della settimana o addirittura solo alcuni pezzi di giornata lavorativa.

La maggior parte dei lavori odierni non ci permette di dedicare nemmeno un giorno intero al lavoro focalizzato. Nella mia esperienza da ingegnere in una multinazionale non ho la possibilità di passare una giornata lavorativa senza leggere email, partecipare a riunioni, fare telefonate etc. Il mondo intorno a me si aspetta che io sia costantemente connesso.

Quello che ho fatto per garantirmi un certo numero di ore settimanali di lavoro intenso é pianificare e mettere in agenda dei blocchi di lavoro da dedicare a queste attività. Tendenzialmente cerco di mettere dei blocchi di 2 ore al mattino e mi organizzo in modo da essere disturbato il meno possibile in modo da lavorare senza interruzioni.

Per fare questo ho rimosso le notifiche delle email sullo smartphone e nelle ore in cui sono concentrato su un lavoro importante chiudo l'applicazione della chat aziendale. Questo non mi evita telefonate o persone che mi piombano in ufficio per qualche urgenza ma riduce di molto le possibili distrazioni.

Regola 2 - Accettate la noia

Se vorrai provare a seguire questi consigli ti accorgerai che é tremendamente difficile passare un'ora concentrati senza sbirciare la notifica sul telefono o scambiare due parole con il vicino di scrivania. Non voglio generalizzare ma la maggioranza di noi ha perso la capacità di rimanere concentrati. Secondo Newport la causa principale é che siamo bombardati da stimoli e cerchiamo di distrarre continuamente il cervello anche quando non abbiamo nulla da fare.

Conosci qualcuno che riesce ad aspettare alla fermata dell'autobus senza navigare in internet, ascoltare musica o scrollare la pagina principale di un sociale network?

Per me questo capitolo é stato un pugno nello stomaco, ripensando alle mie giornata mi sono accorto che non riuscivo nemmeno ad aspettare un ascensore senza prendere in mano il telefono e fare qualcosa. Addirittura mi distraevo durante una cena con i miei amici se la conversazione prendeva una piega poco interessante. Parlo al passato perché ho cercato di implementare alcune strategie per limitare questa situazione. Come suggerito da Newport sto imparando ad accettare la noia.

Alcune abitudini che con me stanno funzionando:

  • Quando arrivo prima ad un appuntamento mi sforzo di non prendere il telefono, mi guardo intorno o scambio due parole con le persone che incontro.
  • Dedico del tempo a leggere/ascoltare/guardare contenuti su internet. Invece di farlo durante la giornata mi salvo i contenuti e dedico un tempo specifico a queste attivit
  • Non porto il telefono in bagno o al letto
  • Porto con me un libro in situazioni in cui avrò molti tempi morti (spostamenti con mezzi pubblici, attesa dal dentista etc)

Regola 3 - Abbandona i social media

Newport non demonizza i social network, ne riconosce le potenzialità a scopo lavorativo e sostiene che anche a scopo personale per rimanere in contatto con amici o comunità con interessi simili l’uso dei social può portare dei benefici. Sostiene anche però che i piccoli benefici che ne possiamo trarre sono ampiamente compensati dagli svantaggi.
Il suo suggerimento è quello di farne a meno e utilizzare altri modi per rimanere in contatto con i propri amici.

Suggerisce di fare un test, passare un mese intero senza utilizzare i social media ma non dire alle persone che non li stiamo utilizzando. Alla fine del periodo bisogna chiedersi se la propria vita è peggiorata e se i nostri conoscenti ci hanno fatto notare un’inattività sui social. A questo punto si sceglie liberamente se riprendere a utilizzarli o abbandonarli.
Io non sono un grande fan e utilizzatore di social, sono iscritto ma pubblico poco e guardo le pubblicazioni altrui (amici o professionisti che trattano temi per me interessanti).

Ho fatto questo test e nessuno si è accorto che non stavo più utilizzando i vari FB, IG etc.
Ho scelto di non chiudere i miei profili social visto il poco tempo che ci passo ma disinstallare le app mobile in modo da rendere più complicato utilizzarli.

Regola 4 - Evita la superficialit

In questa sessione l’autore ci da molti suggerimenti per evitare il più possibile di svolgere attività superficiali. Elenco le idee che mi hanno colpito e sto applicando nella mia esperienza lavorativa.

Utilizzo un approccio alle email incentrato sul procedimento, pensato per ridurre il numero di scambi e la quantità di ingombro mentale che i messaggi generano. Se chiedo un incontro propongo già delle date possibili, se assegno un’attività fisso già una data di scadenza e fornisco dal primo messaggio tutte le informazioni necessarie
Non partecipo più a riunioni in cui non è ben chiaro lo scopo della riunione e quale deve essere il mio contributo. Sto sviluppando o modificando procedure per ridurre al minimo le attività a basso valore aggiunto

Conclusione

Ho trovato il libro molto interessante e “actionable” (come dicono gli anglosassoni), ho sperimentato sulla mia pelle molti dei consigli e ho effettivamente aumentato la quantità di lavoro focalizzato.

Dove approfondire

  1. Link Amazon - www.amazon.it/... - Qui trovi il link amazon in caso volessi acquistare il libro
  2. Blog Cal Newport - https://calnewport.com/blog - Questo è il blog di Cal Newport sul suo sito ufficiale, trovi molte pubblicazioni relative a produttività, minimalismo digitale, blogging etc.

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